I nostri tristi “anniversari”.

7 settembre 1860: Giuseppe Garibaldi e la camorra festeggiano l’unità d’Italia.

Video tratto dal canale youtube “Sud e Civiltà”

Una delle lucide analisi di Edoardo Vitale, ex magistrato, Direttore de L’Alfiere e Presidente di Sud e Civiltà, sulla vera storia dell’unità d’Italia.

Nel 1860 il ministro dell’Interno Liborio Romano, tradendo il suo re Francesco II, si adoperava per favorire l’avvento di Garibaldi.

Per evitare contestazioni e atti di ostilità verso l’avventuriero nizzardo, si accorda con la camorra, in particolare con suo boss più potente, Tore ‘e Crescienzo, incaricandola di mantenere l’ordine pubblico nella capitale e affidandole ufficialmente compiti di polizia.

Comincia il tristissimo periodo dell’ordine camorrista, fatto di prepotenze, violenze, ricatti, che giungono spesso fino all’uccisione di chi manifesta la sua fedeltà al legittimo sovrano.

Come al solito, le rivoluzioni senza popolo, fatte contro la volontà della stragrande maggioranza delle persone, si appoggiano alla criminalità organizzata per schiacciare il dissenso.

Da allora la camorra si è abituata a interloquire molto vantaggiosamente col potere politico, fino a ricevere incarichi pubblici e pensioni di stato.

Un altro regalo avvelenato della rivoluzione liberale.

Caro Napoli, amiamo questa maglia e questi colori, ma ora basta errori!

È ormai un ricordo la gara di Champions Napoli-Besiktas giocata al San Paolo in un dimenticabile mercoledì 19 ottobre; un match non certo semplice per un Napoli finito tre volte sotto e capace di rialzarsi solo due con non poche difficoltà.

Un Napoli che ha lavorato sodo e ha sudato le proverbiali sette camicie sul proprio terreno di gioco per contenere l’azione e l’intraprendenza di una squadra ospite che si è presentata al San Paolo “tutta grinta e voglia di fare”.

Le due compagini hanno disputato una gara entusiasmante e piena di “suspense”, con continui capovolgimenti del risultato al punto che la gara è stata in bilico fino all’ultimo, anche se il Napoli del secondo tempo, con un Gabbiadini impegnato a provare a rinascere, Diawara a far notare la sua presenza in campo e, non da ultimo, un Mertens che con la sua dirompenza ha inteso ristabilire le gerarchie tra i titolari, se la è giocata sul serio.

Eppure il nemico e l’avversario peggiore del Napoli è stato sé stesso perché, se è vero che contro la Roma ad aver la coscienza da interrogare è Koulibaly, contro il Besiktas spetta a Pepe Reina fare il mea culpa in quanto sul 2-3 finale è suo un pizzico di complicità.

Qualificazione rimandata e appuntamento con la storia da cestinare per tanti e troppi errori in campo.

C’è da interrogarsi, noi crediamo nel Napoli, amiamo questi colori,amiamo questa città ma ci chiediamo il perché di questo lungo blackout.

Napoli, torna ad essere te stesso! Forza Napoli Sempre!

Sorgente: napolisupporterstrust.it

E nel 1986 Ferlaino diceva: «A un acquisto a effetto, preferisco l’equilibrio di bilancio»


Nei giorni della polemica, Ferlaino diceva: «Lo scudetto è un falso problema, il Napoli deve stare ai vertici. Prima o poi, verrà».

Sfogliare i giornali dell’epoca è esercizio tanto affascinante quanto sorprendente come abbiamo visto qui. Sempre in quei giorni post Tolosa, ci si imbatte, sul Mattino, in alcune dichiarazioni di Corrado Ferlaino che – chissà come mai – sta vivendo una seconda giovinezza mediatica. È ormai ovunque, sui giornali e in tv, ed elargisce consigli su come allestire una società vincente.

Ecco cosa disse in quei giorni in cui il dibattito fu aperto da Maradona e Bianchi che definirono il Napoli non da scudetto: «La mia idea è che il Napoli non deve porsi il problema se sia o meno da scudetto. Ciò contribuisce a drammatizzare la situazione. Bisogna invece lavorare per tenere sempre il Napoli nelle posizioni dell’alta classifica; così, prima o poi, si vincerà». Ricorda qualcuno.

Ma non è finita. Sentite Pier Paolo Marino, sempre sul Mattino del 7 ottobre 1986: «Di questi tempi non è possibile scoprirsi finanziariamente, il calcio vive una fase di risanamento ed il Napoli ha deciso di affidarsi a un esperto, il dottor Curti, proprio per studiare una politica di investimenti che non comprometta il bilancio».

Il Napoli era su Junior, poi il coinvolgimento nel calcio scommesse fece saltare l’affare. E Ferlaino spiega che altri calciatori così non ce ne sono: «E allora tanto vale rimanere così, è inutile spendere soldi, non possiamo sprecare il potenziale economico di questo pubblico dando in pasto alla gente un giocatore che potrebbe compromettere i futuri piani tecnici e finanziari».

Lo stesso Ferlaino, il giorno del raduno estivo, in piena polemica per il mancato acquisto del secondo straniero, dice a Repubblica: «Al sensazionalismo di un acquisto, preferisco il migliore equilibrio del bilancio».

Sorgente: ilnapolista.it

Trent’anni fa polemica a Napoli perché Bianchi e Maradona dissero: «Non siamo da scudetto»


Sarri sotto attacco per aver ripetuto quel che tutti dicono da mesi. Trent’anni fa, Diego e Bianchi dicevano le stesse cose.

“Perché mai esponenti di spicco del Napoli come l’allenatore Bianchi e il capitano Maradona dimostrano chiaramente di non credere nelle possibilità della squadra? È possibile che dopo aver investito tanti miliardi si debba sentir che «il Napoli non è da scudetto»? È giusto che imprese esaltanti come il successo sul Torino, venuto in un momento tanto difficile per la vita della società e della squadra, debbano passare come fatti episodici, dovuti a circostanze occasionali, e non come il frutto di una programmazione destinata a produrre altri punti e altre soddisfazioni?”

Gli interrogativi sono l’attacco del pezzo del Mattino del 7 ottobre 1986, stagione che culminò in un importante successo calcistico per il Napoli. Il Napoli è reduce dall’eliminazione in Coppa Uefa, ai rigori contro il Tolosa.Maradona è travolto dalla nascita di Diego Armando junior annunciata da Cristiana Sinagra. In estate Italo Allodi è stato coinvolto nell’indagine del calcio scommesse per il pareggio tra Udinese e Napoli. Sulla testa di Carnevale pende una condanna di quindici giorni per aver incassato soldi sotto banco. La rosa è incompleta a causa della mancanza di un regista vista la partenza di Pecci non sostituito. Ferlaino è accusato di non aver acquistato il secondo straniero. Ad alimentare ulteriormente le polemiche ci pensano Ottavio Bianchi e Diego Maradona che dichiarano: «Il Napoli non è da scudetto».

Una polemica fortemente d’attualità, viste le frasi che ripete puntualmente Sarri, da ultimo domenica dopo la sconfitta a Bergamo. Resta misterioso l’attacco dei media – anche napoletani – all’allenatore visto che per l’intera estate hanno strombazzato che la Juventus era nettamente più forte degli azzurri, che la partenza di Higuain aveva chiuso i giochi ancor prima di cominciare. A noi, come sapete, piacerebbe un allenatore che se la giocasse sempre a viso aperto, anche dialetticamente, che non si rifugiasse spesso in scappatoie o addirittura in un attacco alla società. Ma è meno comprensibile da parte di chi da quasi tre mesi scrive che tra la Juventus e il resto delle squadre italiane c’è un abisso.

La polemica, comunque, non è nuova. Trent’anni fa, andò in scena pari pari. Sentite come il tecnico bresciano commentò negli spogliatoio la vittoria per 3-1 sul Torino.

Il coglione che aveva sbagliato a Tolosa ha vinto giocando alla stessa maniera, anzi difendendosi in dieci, e attaccando in contropiede con chi capitava.

Non è solo l’allenatore Bianchi a fare il pompiere. Ci pensa anche Maradona:

Continuo a dire che il Napoli non è da scudetto. Questa è la realtà. Perché dire una cosa che non è giusta e non è vera? Si può parlare così per scaramanzia una volta o due. Io ho detto queste cose sin dal primo giorno di ritiro. Ho visto il Napoli e ho capito che non era da scudetto.

Il giornalista lo incalza, visto che il Napoli in classifica è solo un punto dietro la Juventus. Una Juventus, ricordiamolo, con Platini sul viale del tramonto. E Maradona risponde: «Tutti gli anni si dice che possiamo recitare la parte dell’anti-Juve. poi succede quello che è successo a Pisa l’anno scorso e si dice che siamo una chiavica (eh sì, Maradona ormai ha imparato il dialetto “puro”)». Il passaggio successivo è straordinario.

Domanda: Ma è giusto non sentirsi da scudetto dopo che nelle casse della società sono entrati più di venti miliardi?
Ecco la risposta di Maradona: «I tifosi devono capire che Ferlaino non può pagare otto miliardi un giocatore che ne vale due. Purtroppo anche questa è una realtà del calcio italiano: se un giocatore lo compra il Milan, o qualcun altro, ha un prezzo, se lo compra il Napoli, il prezzo sale. Per questo non possiamo fare la squadra che voglio io, che vuole Bianchi, che vuole Ferlaino».

Alla Gazzetta, alla vigilia di Napoli-Torino, Maradona dice: «Molti dicono che siamo da scudetto e non è vero. Anzi è un’etichetta che ci complica le cose. L’anno scorso l’atmosfera era più tranquilla, proprio perché nessuno pretendeva chissà cosa dalla squadra».

Più avanti, alla vigilia di Napoli-Atalanta, Bianchi rilascia le seguenti dichiarazioni su Napoli: «Lavorare a Napoli, questo ambiente, è più stressante che in altre parti. Dall’inizio del campionato abbiamo subito una serie di attentati di ogni genere. Attentati, certo. Possono essere attentati gli infortuni, le squalifiche, certi episodi extracalcistico che minano la serenità della squadra e incidono sul rendimento dei giocatori».

Sorgente: ilnapolista.it

Gabbiadini, Hamsik e il Napoli abbatte il Chievo!


Gabbiadini firma il primo gol della stagione ed Hamsik il centesimo in maglia azzurra.   

Insomma, il primo tempo di Napoli-Chievo si chiude con i migliori auspici per un 11 di Sarri che tra le mura amiche si ritrova uno stadio vuoto, un ambiente non proprio sereno dopo il mezzo passo falso di Genova e uno spirito un po’ “tutto da capire” per via delle dichiarazioni rilasciate dall’asse De Laurentiis-Sarri.

Ad ogni modo, il Napoli sorride, lo fa attraverso lo sguardo di un Gabbiadini sbloccato e rinato e un Hamsik che è sempre più “storia azzurra”.

Positivo, ancora una volta, Callejon e in crescita Insigne mentreKoulibaly fa la parte del mostro e Zielinski prova a mettere in crisi mister Sarri. Lui in panchina? Quasi eresia per quel che fa in campo…

Il secondo tempo offre un Napoli “a marcia bassa”, forse per non sprecare troppo fiato in vista della sfida di Champions e così iniziano le sostituzioni con il Chievo che butta nella mischia Floro Flores a danno di Meggiorini e il Napoli che tiene “in caldo” le scarpette di Milik inserendolo al posto di Gabbiadini.

In campo succede poco ma c’è spazio per altri due cambi: prima Allan al posto di uno stanco Jorginho e poco dopo Mertens a rilevare Insigne.

A bocca asciutta Giaccherini e gli altri aspiranti debuttanti che con Sarri ancora non trovano spazio.

Reina sul finire fa il libero, il Napoli vince in modo rilassato e senza particolari affanni: il secondo posto è consolidato.

Vittoria comoda, Napoli efficace, testa al Benfica e Forza Napoli Sempre!

Sorgente: napolisupporterstrust.it

Albiol: «Napoli migliore rispetto allo scorso anno»

NAPOLI – “A Kiev abbiamo vinto una partita fondamentale per il cammino Champions“. Raul Albiol racconta il successo del Napoli al debutto in Champions League in Ucraina. “Cominciare bene il girone era il nostro desiderio, vincere in trasferta poi è importantissimo – dice il difensore a Radio Kiss Kiss – Abbiamo iniziato bene, ma sappiamo che mancano ancora 5 partite ed il girone è equilibratissimo “.

LA DINAMO – “Abbiamo battuto una squadra esperta, abituata a questi livelli internazionali e siamo stati molto bravi a conquistare i 3 punti – continua lo spagnolo – Non era facile rimontare, ci siamo riusciti e siamo felici”.

GLI OBIETTIVI – : “La rosa è cresciuta di esperienza e di numero. Siamo competitivi e adesso vogliamo subito dare continuità anche in campionato. Pensiamo già al Bologna e siamo concentrati sul match di sabato. Possiamo fare bene in tutte le competizioni“.

Sorgente: Corriere dello Sport.

Reina: Siamo un gruppo forte ed unito, non ci sono primedonne!

Siamo un gruppo forte ed unito, non ci sono primedonne“. Pepe Reina parla con la voce dell’esperienza e dell’autorevolezza dopo il successo a Kiev: “Era importissimo vincere stasera sia per cominciare bene, sia per conquistare tre punti che in trasferta valgono tantissimo in classifica. Probabilmente dovevamo gestire meglio la gara, ma è comprensibile anche un po’ di tensione nella prima partita di Champions“.

Forse stiamo subendo un po’ in più dietro e su questo dobbiamo lavorare perchè la difesa deve essere un nostro punto di forza. Ma va detto che stiamo anche segnando tanto e quindi alla fine conta il risultato e vincere anche con un gol in più

Su Milik: “E’ un attaccante di qualità e ci darà una grande mano, ma ci aspettiamo tanto anche da Gabbiadini. Tutta la squadra più dare tanto, siamo un gruppo unito e forte, tutti sono importanti e non ci sono primedonne. Proseguendo con sacrificio e umiltà, come stiamo facendo, il Napoli potrà dire la sua in tutti i campi“.

(Foto CUOMO) SSC Napoli.

 

Hamsik: «Questo è il Napoli più bello degli ultimi dieci anni»


Le parole del capitano azzurro nell’immediato postpartita di Dinamo Kiev-Napoli.

Marek Hamsik intervistato da Mediaset Premium nel post partita di Dinamo Kiev-Napoli: «Siamo molto contenti della vittoria, fuori casa vale doppio. Milik? È molto importante per noi, siamo contenti che si sia inserito subito e stia facendo gol. Preoccupazione ed emozione? Sì, probabilmente è mancato qualcosa, non riuscivamo ad esprimerci al meglio. Questa è la competizione più importante, ci sta che molti ragazzi non abbiano dato il massimo».

Un paragone tra il Napoli di Sarri o quello di Benitez, quello dell’ultima Champions: «Sono a Napoli da dieci anni, e questo è il miglior calcio che abbiamo mai praticato. Ci divertiamo molto, è il Napoli più bello dell’ultimo decennio. Sarri dice di aver aspettato tutta la vita per la Champions, se la starà godendo sicuramente».

Sorgente: www.ilnapolista.it

Dinamo Kiev-Napoli 1-2


Doppietta di Milk. Debutto vincente degli azzurri in Champions

Napoli: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik (62′ Zielinski), Callejon, Mertens (73′ Insigne), Milik (82′ Gabbiadini). A disp.Sepe, Maggio, Maksimovic, Diawara. All.MAURIZIO SARRI

Dinamo Kiev: Shovkovskiy, Makarenko, Vida, Khacheridi, Antunes, Sydorchuk, Rybalka (81′ Gorzun), Garmash, Yarmolenko, Tsygankov (73′ Gusek), Moraes (86′ Gladkiy). All. Serhij Rebrov

Arbitro: Collum (Scozia)
Marcatori: 26′ Garmash, 36′ A. Milik, 45’+1′ A. Milik
Note: espulso al 67′ Sydorchuk per doppia ammonizione. Ammoniti Garmash e Milik.

Kiev – Champions Milik. Le ali di Arek si alzano più in alto della catena degli Urali, il Napoli mette il suo marchio a fuoco nella terra di Gazprom e sotto il cielo ucraino. Si comincia volando l’avventura tra le stelle dei campioni. Gli azzurri rimontano la Dinamo Kiev in 10 minuti strepitosi. Dal 36′ al 46′ Milik va su come un falco ed afferra la preda. Due colpi di testa in sospensione, da terzo tempo cestistico e non ce n’è per nessuno. Gli piace segnare in coppia ad Arkadiusz, come le ciliegie: una tira l’altra. Doppietta al Milan, doppietta alla Dinamo, come a voler tenere fede al doppio 9 che porta dietro le spalle. Raddoppia anche il Napoli che segna i primi due gol stagionali nell’Europa dei Campioni e si prende un successo che vale oro. E’ Milk il nuovo principe azzurro, naso adunco da rapace e portamento regale. Mano nella mano con un intero popolo, il romanzo di un amore è già cominciato.

– Primo tempo –
1′ – gran destro di Sydorchuk, vola Reina sotto la traversa
6′ – cross di Ghoulam, uscita del portiere che anticipa Milik a terra
9′ – ammonito Sydorchuk
24′ – bella chiusura volante di Koulibaly su Yarmolenko lanciato a rete
25′ – triangolazione veloce Milik-Mertens, ma Dries con controlla bene davanti al portiere
26′ – gol della Dinamo Kiev con Garmash che gira a rete da centro area: 1-0
36′ – gooooooooooool! Milik
36′ – cross bellissimo di Ghoulam da sinistra, stacco imperioso di Arek che infila l’angolo: 1-1
43′ – spunto di Mertens che si infila in area con un tunnel e poi tira a giro di destro: fuori
45′ + 1′ – gooooooooooool! Milik
45′ + 1′ – ancora Arek stacca più in alto di tutti su una palla salvata sulla linea dalla difesa ucraina e ribadisce in rete: 2-1! Sorpasso Napoli!
– Secondo tempo –
55′ – ammonito Garmash
58′ – penetrazione di Mertens e Vida gli devia il tiro in angolo
62′ – entra Zielinski per Hamsik
63′ – gran diagonale di Mertens: palo pieno!
65′ – ammonito Milik
67′ – espulso Sydorchuk per doppia ammonizione
73′ – entra Insigne per Mertens
73′ – entra Gusek per Tsygankov
81′ – entra Korzun per Rybalka
82′ – entra Gabbiadini per Milik
86′ – entra Gladkiy per Moraes
90′ + 3′ – finisce con il successo azzurro con la doppietta di Milik. Napoli che comincia benissimo l’avventura in Champions League.

Sorgente: www.sscnapoli.it

I giudizi di chi ne capisce di calcio: “Il post Higuain? Meglio oggi”.

Sostiene Alex Del Piero, il Pinturucchio tanto caro all’avvocato Agnelli, che questo Napoli non può che trarre beneficio dall’addio di Higuain. Un azzardo, forse. Ma se lo dice lui, che nella Juve ha vissuto decine di addii (come quello di Zidane) senza quasi mai avere ripercussioni sui risultati e sui verdetti finali, allora c’è da ragionarci sopra. Nelle ultime 48 ore Del Piero ha commentato negli studi di Sky-Sport prima l’anticipo tra Palermo e Napoli e poi l’intera giornata calcistica di ieri. «Prima tutto ruotava attorno all’argentino, ora gli altri hanno licenza di colpire». Ecco il Del Piero pensiero. Gli altri attaccanti come degli 007, con licenza di fare gol invece che di uccidere.

D’altronde ad aver capito già tutto con anticipo – molto prima del diluvio di gol in queste prime tre giornate – era stato, al solito, Pepe Reina: «Higuain non ci mancherà. In attacco senza di lui magari sarà Callejon a fare più reti, così come era accaduto nel primo anno di Rafa Benitez». Cavolo, che veggenza. E allora, eccolo Del Piero in versione commentatore che interpella Sarri proprio su questo aspetto: «Ho visto le ali fare un lavoro di accentramento maggiore rispetto a quando c’era Higuain». Sarri fa sì con la testa. E allora l’ex juventino aggiunge: «Può suonare strano ma l’addio di Higuain favorisce il Napoli sotto un aspetto: senza l’argentino ora c’è uno spazio di manovra maggiore per gli altri che si inseriscono, come ad esempio gli esterni offensivi. Milik e Gabbiadini infatti non sono così accentratori come lo era Gonzalo e questo perciò esalterà le qualità dei vari Mertens, Callejon, Hamsik, Insigne, Zielinski». Del Piero è uno che se ne intende. E i numeri gli danno ragione. Spiega ancora: «Ogni passaggio filtrante in passato era per Higuain mentre ora ci sono più giocatori pronti a poter finalizzare. E allora non c’è nulla da meravigliarsi se Callejon è già arrivato a quota 4 reti segnate, Insigne e Mertens ogni volta che vanno in campo brillano. In pratica, senza più punti di riferimento là davanti, l’imprevedibilità ha il sopravvento». Finito? Macché. «In questa fase tutti si stanno caricando di una responsabilità, anche di carattere psicologico, perché quando un grande giocatore ti lascia, lascia anche delle responsabilità alla squadra. Ognuno adesso sa che deve dare di più. Capitò anche a noi dopo l’addio di Zidane».

Anche Adani, da difensore, è d’accordo. «Chi portava palla prima aveva come primo e unico obiettivo innescarlo, trovare il modo per metterlo nelle condizioni di segnare. Ora è diverso: Jorginho e gli altri alzano la testa e servono il giocatore che sta posizionato meglio. Senza avere una prima scelta».

Beppe Savoldi, qualche giorno fa, è stato lapidario: «Milik non è Higuain e non so se lo potrà divenire. In generale i paragoni non fanno mai bene a nessuno. Mi sembra come caratteristiche più centravanti di Gabbiadini. Sarei curioso di vedere una soluzione con tutti e due assieme, potrebbe rappresentare una ulteriore soluzione per Maurizio Sarri».

Inacio Pià, ex azzurro, è sulla stessa lunghezza d’onda. «Tutti hanno detto che il Napoli si è indebolito con la partenza di Higuain, però penso che la squadra a livello di rosa sia molto più forte dello scorso anno proprio per l’immenso potenzialità che ha in attacco. Fermi uno e spunta un altro…».

Giancarlo Marocchi è altrettanto convinto: «Il Napoli è più forte, l’anno scorso il secondo posto è stato accreditato quasi esclusivamente a Higuain, ora i protagonisti hanno lo stimolo di dimostrare che non era così, che i suoi meriti erano uguali ai loro».

Fonte: Il Mattino