5º Anniversario della Scomparsa di Diego Armando Maradona

C’è una storia che, da cinque anni, torna a bussare al cuore di noi soci del Napoli Club Udine Partenopea. Una storia che profuma di leggenda, perché soltanto le leggende sanno restare vive anche quando il tempo pretende di chiudere il libro.

Si racconta che, la notte della sua morte, un tifoso azzurro trapiantato a Udine abbia sognato Napoli avvolta nel silenzio. Le strade vuote, il mare immobile, i vicoli sospesi come se qualcuno avesse tolto il respiro alla città. Poi, da un punto qualunque del cielo, arrivò lui: Diego.

Giovane, leggero, luminoso. Con la palla che gli obbediva come se fosse viva. Con quello sguardo che poteva sciogliere la rabbia dei poveri e far tremare i ricchi.

Nel sogno, Diego gli si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla e disse:

“Io nun ve lascio. Finché esiste un cuore azzurro, io sto ancora ccà.”

Da quella notte, ognuno di noi, sia a Napoli che lontano, sia nel caos dei Quartieri che nella quiete del Friuli, sente qualcosa di inspiegabile ogni 25 novembre. Una fitta al petto. Un brivido dietro la schiena. Una voce che sembra dire: “Non mi avete perso. Mi avete dentro.”

Perché Diego non era solo un calciatore. Non era solo un fenomeno. Era la rivincita di chi non ha voce, la scintilla di chi non ha privilegi, la gloria di chi non si arrende mai.

Era la mano di un padre che solleva un figlio e gli dice: “Guarda cosa può fare un uomo solo, se ci crede.”

Era la preghiera laica di un popolo che soffre ma non si inginocchia. Era Napoli stessa: bella, ferita, geniale, indomabile.

Da Udine, oggi, lo ricordiamo con lo stesso amore con cui si ricordano i santi e gli eroi.

Perché Diego per noi non è morto: vive nei racconti, nei video sgranati degli anni ’80, nelle lacrime dei vecchi tifosi, nel sorriso dei bambini che indossano la 10 senza averlo mai visto. Vive ogni volta che il pallone tocca la rete e l’anima scoppia nella stessa gioia di allora.

Cinque anni senza di lui. Cinque anni con lui più che mai.

Grazie Diego. Per averci insegnato che la grandezza non è un dono, ma una ferita che diventa luce. Per averci mostrato che la dignità degli ultimi può far tremare il mondo. Perché finché ci sarà un napoletano vivo, nu guaglione con un sogno, una maglia azzurra che vola al vento… tu sarai lì.

Eterno.

Incorrotto.

Immensamente nostro.

I Soci e i Tifosi del Napoli Club Udine Partenopea A.P.S.