Gabbiadini, Hamsik e il Napoli abbatte il Chievo!


Gabbiadini firma il primo gol della stagione ed Hamsik il centesimo in maglia azzurra.   

Insomma, il primo tempo di Napoli-Chievo si chiude con i migliori auspici per un 11 di Sarri che tra le mura amiche si ritrova uno stadio vuoto, un ambiente non proprio sereno dopo il mezzo passo falso di Genova e uno spirito un po’ “tutto da capire” per via delle dichiarazioni rilasciate dall’asse De Laurentiis-Sarri.

Ad ogni modo, il Napoli sorride, lo fa attraverso lo sguardo di un Gabbiadini sbloccato e rinato e un Hamsik che è sempre più “storia azzurra”.

Positivo, ancora una volta, Callejon e in crescita Insigne mentreKoulibaly fa la parte del mostro e Zielinski prova a mettere in crisi mister Sarri. Lui in panchina? Quasi eresia per quel che fa in campo…

Il secondo tempo offre un Napoli “a marcia bassa”, forse per non sprecare troppo fiato in vista della sfida di Champions e così iniziano le sostituzioni con il Chievo che butta nella mischia Floro Flores a danno di Meggiorini e il Napoli che tiene “in caldo” le scarpette di Milik inserendolo al posto di Gabbiadini.

In campo succede poco ma c’è spazio per altri due cambi: prima Allan al posto di uno stanco Jorginho e poco dopo Mertens a rilevare Insigne.

A bocca asciutta Giaccherini e gli altri aspiranti debuttanti che con Sarri ancora non trovano spazio.

Reina sul finire fa il libero, il Napoli vince in modo rilassato e senza particolari affanni: il secondo posto è consolidato.

Vittoria comoda, Napoli efficace, testa al Benfica e Forza Napoli Sempre!

Sorgente: napolisupporterstrust.it

Lorenzo Del Boca alla Feltrinelli di Udine per il suo ultimo libro.

La stagione 2016/2017 per il progetto “Non Solo Pallone” si aprirà il 24 settembre con la presentazione del libro di Lorenzo del Boca “Il sangue dei Terroni”, dedicato al contributo dei meridionali nel primo conflitto mondiale.

Lorenzo Del Boca (Wikipedia) è un noto giornalista e saggista italiano. È stato presidente dell’Ordine Nazionale Dei Giornalisti dal 2001 al 2010 ed è stato il primo ad essere stato eletto per il terzo mandato consecutivo. È stato anche vicepresidente della Fondazione del Salone del Libro di Torino. Laureato in Filosofia e Scienze politiche, ha incentrato la sua occupazione di divulgatore storico e scrittore in particolare sul periodo risorgimentale. Tra i suoi titoli di successo “Maledetti Savoia“, “Indietro Savoia!“, “Polentoni“, “L’Italia bugiarda” e “Maledetta guerra“.

Egli è stato definito: “Un grande cronista che scrive di storia” e lo fa in modo accattivante, anche nel suo ultimo lavoro, “Il Sangue dei Terroni“, che presenterà sabato 24 settembre 2016, alle ore 18,00, presso la libreria “La Feltrinelli” di Udine.

Il libro è un racconto di stampo cronachistico dal taglio agile, nato da una ricerca storica indipendente, che tra le fonti non trascura i giornali, anche se: “I giorni della guerra vera non vennero raccontati dalle cronache dei giornali, che si limitarono alle celebrazioni delle gesta eroiche. Ma tutti sapevano che i trenta centesimi del quotidiano servivano per comperare una manciata di bugie e una quantità di omissioni”.

Sulle duecento pagine del libro, dieci sono di note, racchiudono una bibliografia fitta di documenti: dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’esercito, agli analoghi corrispondenti austro-ungarici, da testi coevi alla prima guerra mondiale, scritti dai protagonisti, a fonti giornalistiche, fino ai più recenti saggi di ricerca storiografica. L’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano si è rivelato essere una fonte preziosa, senza mediazioni, anche se difficile da consultare e da sintetizzare, perché nella maggior parte dei casi sono testimonianze sedimentate in diari di persone non abituate a scrivere, che hanno voluto raccontare ciò che hanno vissuto. Presso la Fondazione Museo storico del Trentino è conservato un archivio di scrittura popolare, così come epistolari dei soldati al fronte, sono custoditi nell’Archivio di Stato di Brescia.

Perché devo andare a uccidere quel ragazzo, su quella montagna, o a farmi uccidere da lui, per rubargliela, se quella montagna è sua?”: da molte testimonianze di soldati emerge che non c’era niente o nessuno da “liberare”: “Quella era una guerra di conquista, destinata a sottomettere le popolazioni friulane e sud-tirolesi, che sarebbero state benissimo dov’erano e autonomamente non avrebbero chiesto di cambiare regime”.

Del Boca sottolinea come il record della repressione tocchi proprio all’esercito italiano che, per buon peso, accanto alla procedura “ordinaria”, fece largamente ricorso alle esecuzioni “sommarie”, che si riflettono con larga approssimazione nella documentazione giudiziaria militare: “Eppure, il tormento più sfibrante si concretizzava quando, di fronte a mancanze collettive, si arrivò ad applicare la decimazione. Un soldato ogni dieci, estratto a sorte, veniva passato per le armi”.

La brigata Catanzaro lasciò sul campo il sessantaquattro per cento degli effettivi: 2.468 morti, 12.867 feriti e 2.203 dispersi. In premio, due medaglie d’oro, eppure: “Ci sono voluti novant’anni per far emergere i nomi dei militari della brigata Catanzaro fucilati per decimazione e inghiottiti in un cono d’ombra”.

Molto interessante l’uso degli Epistolari: agghiaccianti le “Lettere famigliari” del Generale Cadorna, che raccontano una vita al fronte completamente diversa da quella della realtà, che per altro il generale non sapeva nemmeno esistesse: “Si stavano combattendo due guerre speculari ma incompatibili. Quelli che avevano studiato tattica militare per una vita, preparandosi alla guerra, stavano a 12 chilometri di distanza dal fronte e si limitavano a dare ordini. I ragazzi di leva che, invece, avrebbe continuato a lavorare nei campi dei “terroni” furono obbligati a improvvisarsi guerrieri.”

“Il sangue dei terroni” ha la prefazione di Pino Aprile, giornalista “prestato alla storia”, che nel 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. Aprile sottolinea come la reazione alla conquista del Sud fu chiamata “brigantaggio” per depotenziarne la carica di protesta, mentre fu: “Una guerra strisciante di rara ferocia” di cui: “La Grande guerra fu l’ultima occasione per spegnere i furori latenti dei meridionali facendoli ammazzare dagli austriaci; con il doppio risultato di levarne di mezzo un bel po’, e di innaffiare, con tutto quel sangue, il loro scialbo sentimento nazionale, con la coesione costruita nelle trincee, l’orgoglio per gli atti di eroismo, le vittorie. A morire più di tutti furono i sardi, poi i terroni dell’Ex Regno delle due Sicilie, poi i settentrionali…Come dire che il Sud, isole comprese, andava a prendere le pallottole, e gli altri, passando sui loro cadaveri, le medaglie”.

Il libro di Del Boca non offre conclusioni definitive, anzi convince ancor di più: “Che non ce l’hanno raccontata giusta. E – quel che è peggio – nascondendo ancora dettagli non banalmente trascurabili, continuano a mentirci”.

È la terza volta che ho l’onore di introdurre l’amico Lorenzo nelle presentazioni delle sue opere. Dopo Risorgimento Disonorato e Italia Bugiarda tocca a Il sangue dei terroni. Ancora una volta Del Boca scrive un libro che mette a nudo un Risorgimento contro i Meridionali e dove la Grande Guerra rappresenta l’ultimo atto del Risorgimento

il Segretario CNU responsabile del Progetto “Non Solo Pallone”
Fernando Luisi

Ritorna la tradizionale “Pizzata”

Si comunica a tutti i soci CNU che VENERDÌ 23 SETTEMBRE ritorna la tradizionale “Pizzata” presso la Pizzeria “Al Fogolar” di Feletto…. LA CASA DEL CLUB NAPOLI DI UDINE. Oltre alla pizza, per tutti gli ospiti, ci sarà anche una divertente sorpresa.

Il costo prestabilito è di € 13,00 che comprende la consumazione di una pizza a piacere, bibita e caffè.

Prenotati chiamando il numero 328.372.0681 oppure inviando un messaggino in segreteria (345.716.7863 – Sms o Whatsapp o Telegram) o anche scrivendo QUI.

Dai forza… cosa aspetti? Non te ne pentirai!

Ti prego di presentare la tua adesione entro e non oltre le ore 18:00 di mercoledì 21 settembre, indicando nominativo e numero di partecipanti.

Grazie…. ti aspettiamo!!!

Albiol: «Napoli migliore rispetto allo scorso anno»

NAPOLI – “A Kiev abbiamo vinto una partita fondamentale per il cammino Champions“. Raul Albiol racconta il successo del Napoli al debutto in Champions League in Ucraina. “Cominciare bene il girone era il nostro desiderio, vincere in trasferta poi è importantissimo – dice il difensore a Radio Kiss Kiss – Abbiamo iniziato bene, ma sappiamo che mancano ancora 5 partite ed il girone è equilibratissimo “.

LA DINAMO – “Abbiamo battuto una squadra esperta, abituata a questi livelli internazionali e siamo stati molto bravi a conquistare i 3 punti – continua lo spagnolo – Non era facile rimontare, ci siamo riusciti e siamo felici”.

GLI OBIETTIVI – : “La rosa è cresciuta di esperienza e di numero. Siamo competitivi e adesso vogliamo subito dare continuità anche in campionato. Pensiamo già al Bologna e siamo concentrati sul match di sabato. Possiamo fare bene in tutte le competizioni“.

Sorgente: Corriere dello Sport.

Reina: Siamo un gruppo forte ed unito, non ci sono primedonne!

Siamo un gruppo forte ed unito, non ci sono primedonne“. Pepe Reina parla con la voce dell’esperienza e dell’autorevolezza dopo il successo a Kiev: “Era importissimo vincere stasera sia per cominciare bene, sia per conquistare tre punti che in trasferta valgono tantissimo in classifica. Probabilmente dovevamo gestire meglio la gara, ma è comprensibile anche un po’ di tensione nella prima partita di Champions“.

Forse stiamo subendo un po’ in più dietro e su questo dobbiamo lavorare perchè la difesa deve essere un nostro punto di forza. Ma va detto che stiamo anche segnando tanto e quindi alla fine conta il risultato e vincere anche con un gol in più

Su Milik: “E’ un attaccante di qualità e ci darà una grande mano, ma ci aspettiamo tanto anche da Gabbiadini. Tutta la squadra più dare tanto, siamo un gruppo unito e forte, tutti sono importanti e non ci sono primedonne. Proseguendo con sacrificio e umiltà, come stiamo facendo, il Napoli potrà dire la sua in tutti i campi“.

(Foto CUOMO) SSC Napoli.

 

Hamsik: «Questo è il Napoli più bello degli ultimi dieci anni»


Le parole del capitano azzurro nell’immediato postpartita di Dinamo Kiev-Napoli.

Marek Hamsik intervistato da Mediaset Premium nel post partita di Dinamo Kiev-Napoli: «Siamo molto contenti della vittoria, fuori casa vale doppio. Milik? È molto importante per noi, siamo contenti che si sia inserito subito e stia facendo gol. Preoccupazione ed emozione? Sì, probabilmente è mancato qualcosa, non riuscivamo ad esprimerci al meglio. Questa è la competizione più importante, ci sta che molti ragazzi non abbiano dato il massimo».

Un paragone tra il Napoli di Sarri o quello di Benitez, quello dell’ultima Champions: «Sono a Napoli da dieci anni, e questo è il miglior calcio che abbiamo mai praticato. Ci divertiamo molto, è il Napoli più bello dell’ultimo decennio. Sarri dice di aver aspettato tutta la vita per la Champions, se la starà godendo sicuramente».

Sorgente: www.ilnapolista.it

Dinamo Kiev-Napoli 1-2


Doppietta di Milk. Debutto vincente degli azzurri in Champions

Napoli: Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik (62′ Zielinski), Callejon, Mertens (73′ Insigne), Milik (82′ Gabbiadini). A disp.Sepe, Maggio, Maksimovic, Diawara. All.MAURIZIO SARRI

Dinamo Kiev: Shovkovskiy, Makarenko, Vida, Khacheridi, Antunes, Sydorchuk, Rybalka (81′ Gorzun), Garmash, Yarmolenko, Tsygankov (73′ Gusek), Moraes (86′ Gladkiy). All. Serhij Rebrov

Arbitro: Collum (Scozia)
Marcatori: 26′ Garmash, 36′ A. Milik, 45’+1′ A. Milik
Note: espulso al 67′ Sydorchuk per doppia ammonizione. Ammoniti Garmash e Milik.

Kiev – Champions Milik. Le ali di Arek si alzano più in alto della catena degli Urali, il Napoli mette il suo marchio a fuoco nella terra di Gazprom e sotto il cielo ucraino. Si comincia volando l’avventura tra le stelle dei campioni. Gli azzurri rimontano la Dinamo Kiev in 10 minuti strepitosi. Dal 36′ al 46′ Milik va su come un falco ed afferra la preda. Due colpi di testa in sospensione, da terzo tempo cestistico e non ce n’è per nessuno. Gli piace segnare in coppia ad Arkadiusz, come le ciliegie: una tira l’altra. Doppietta al Milan, doppietta alla Dinamo, come a voler tenere fede al doppio 9 che porta dietro le spalle. Raddoppia anche il Napoli che segna i primi due gol stagionali nell’Europa dei Campioni e si prende un successo che vale oro. E’ Milk il nuovo principe azzurro, naso adunco da rapace e portamento regale. Mano nella mano con un intero popolo, il romanzo di un amore è già cominciato.

– Primo tempo –
1′ – gran destro di Sydorchuk, vola Reina sotto la traversa
6′ – cross di Ghoulam, uscita del portiere che anticipa Milik a terra
9′ – ammonito Sydorchuk
24′ – bella chiusura volante di Koulibaly su Yarmolenko lanciato a rete
25′ – triangolazione veloce Milik-Mertens, ma Dries con controlla bene davanti al portiere
26′ – gol della Dinamo Kiev con Garmash che gira a rete da centro area: 1-0
36′ – gooooooooooool! Milik
36′ – cross bellissimo di Ghoulam da sinistra, stacco imperioso di Arek che infila l’angolo: 1-1
43′ – spunto di Mertens che si infila in area con un tunnel e poi tira a giro di destro: fuori
45′ + 1′ – gooooooooooool! Milik
45′ + 1′ – ancora Arek stacca più in alto di tutti su una palla salvata sulla linea dalla difesa ucraina e ribadisce in rete: 2-1! Sorpasso Napoli!
– Secondo tempo –
55′ – ammonito Garmash
58′ – penetrazione di Mertens e Vida gli devia il tiro in angolo
62′ – entra Zielinski per Hamsik
63′ – gran diagonale di Mertens: palo pieno!
65′ – ammonito Milik
67′ – espulso Sydorchuk per doppia ammonizione
73′ – entra Insigne per Mertens
73′ – entra Gusek per Tsygankov
81′ – entra Korzun per Rybalka
82′ – entra Gabbiadini per Milik
86′ – entra Gladkiy per Moraes
90′ + 3′ – finisce con il successo azzurro con la doppietta di Milik. Napoli che comincia benissimo l’avventura in Champions League.

Sorgente: www.sscnapoli.it

I giudizi di chi ne capisce di calcio: “Il post Higuain? Meglio oggi”.

Sostiene Alex Del Piero, il Pinturucchio tanto caro all’avvocato Agnelli, che questo Napoli non può che trarre beneficio dall’addio di Higuain. Un azzardo, forse. Ma se lo dice lui, che nella Juve ha vissuto decine di addii (come quello di Zidane) senza quasi mai avere ripercussioni sui risultati e sui verdetti finali, allora c’è da ragionarci sopra. Nelle ultime 48 ore Del Piero ha commentato negli studi di Sky-Sport prima l’anticipo tra Palermo e Napoli e poi l’intera giornata calcistica di ieri. «Prima tutto ruotava attorno all’argentino, ora gli altri hanno licenza di colpire». Ecco il Del Piero pensiero. Gli altri attaccanti come degli 007, con licenza di fare gol invece che di uccidere.

D’altronde ad aver capito già tutto con anticipo – molto prima del diluvio di gol in queste prime tre giornate – era stato, al solito, Pepe Reina: «Higuain non ci mancherà. In attacco senza di lui magari sarà Callejon a fare più reti, così come era accaduto nel primo anno di Rafa Benitez». Cavolo, che veggenza. E allora, eccolo Del Piero in versione commentatore che interpella Sarri proprio su questo aspetto: «Ho visto le ali fare un lavoro di accentramento maggiore rispetto a quando c’era Higuain». Sarri fa sì con la testa. E allora l’ex juventino aggiunge: «Può suonare strano ma l’addio di Higuain favorisce il Napoli sotto un aspetto: senza l’argentino ora c’è uno spazio di manovra maggiore per gli altri che si inseriscono, come ad esempio gli esterni offensivi. Milik e Gabbiadini infatti non sono così accentratori come lo era Gonzalo e questo perciò esalterà le qualità dei vari Mertens, Callejon, Hamsik, Insigne, Zielinski». Del Piero è uno che se ne intende. E i numeri gli danno ragione. Spiega ancora: «Ogni passaggio filtrante in passato era per Higuain mentre ora ci sono più giocatori pronti a poter finalizzare. E allora non c’è nulla da meravigliarsi se Callejon è già arrivato a quota 4 reti segnate, Insigne e Mertens ogni volta che vanno in campo brillano. In pratica, senza più punti di riferimento là davanti, l’imprevedibilità ha il sopravvento». Finito? Macché. «In questa fase tutti si stanno caricando di una responsabilità, anche di carattere psicologico, perché quando un grande giocatore ti lascia, lascia anche delle responsabilità alla squadra. Ognuno adesso sa che deve dare di più. Capitò anche a noi dopo l’addio di Zidane».

Anche Adani, da difensore, è d’accordo. «Chi portava palla prima aveva come primo e unico obiettivo innescarlo, trovare il modo per metterlo nelle condizioni di segnare. Ora è diverso: Jorginho e gli altri alzano la testa e servono il giocatore che sta posizionato meglio. Senza avere una prima scelta».

Beppe Savoldi, qualche giorno fa, è stato lapidario: «Milik non è Higuain e non so se lo potrà divenire. In generale i paragoni non fanno mai bene a nessuno. Mi sembra come caratteristiche più centravanti di Gabbiadini. Sarei curioso di vedere una soluzione con tutti e due assieme, potrebbe rappresentare una ulteriore soluzione per Maurizio Sarri».

Inacio Pià, ex azzurro, è sulla stessa lunghezza d’onda. «Tutti hanno detto che il Napoli si è indebolito con la partenza di Higuain, però penso che la squadra a livello di rosa sia molto più forte dello scorso anno proprio per l’immenso potenzialità che ha in attacco. Fermi uno e spunta un altro…».

Giancarlo Marocchi è altrettanto convinto: «Il Napoli è più forte, l’anno scorso il secondo posto è stato accreditato quasi esclusivamente a Higuain, ora i protagonisti hanno lo stimolo di dimostrare che non era così, che i suoi meriti erano uguali ai loro».

Fonte: Il Mattino

Serena Salvione, la nuova manager del Napoli

Il nuovo acquisto di De Laurentiis è societario, ex manager alla Juventus ed in NBA, sarà l’esperta di marketing che esporterà il marchio Napoli in Oriente.

Campana (di Amorosi, provincia di Benevento), 36 anni, laureata in Economia aziendale alla Bocconi con una tesi sullo sport, un passato lavorativo alla Juventus ed in NBA. Questo è l’identikit di Serena Salvione che sarà la nuova manager assunta da De Laurentiis per esportare il marchio Napoli nel mondo. Una donna giovane, già piena di esperienza, capace di imporsi nel suo ruolo in Italia e all’estero lottando contro gli stereotipi che, per sua diretta ammissione durante un suo intervento ad un convegno un paio di anni fa, le donne ancora oggi si trovano ad affrontare, un sistema che “sa che sei più brava, ma fallisce quando poi deve difenderti”. E’ lei che il numero uno del Napoli ha scelto per valorizzare e pubblicizzare al meglio il marchio della squadra azzurra, puntando più all’estero ed ai mercati asiatici che all’interno dei confini continentali e nazionali, intuizione sicuramente favorita dall’andamento generale del mercato, soprattutto calcistico e soprattutto italiano, degli ultimi tempi.

Cresciuta con il poster di Maradona nella cucina di casa e con una madre grande tifosa del Napoli, diventa tifosa della Juventus e corona il sogno di andare a lavorare per la sua squadra del cuore, occupandosi di trattare con gli sponsor e di gestirne la vendita, finché non sente il desiderio di lavorare all’estero. Detto, fatto, si trasferisce a Londra dopo aver accettato di lavorare nientemeno che per l’NBA, probabilmente l’ente sportivo (ma sarebbe più corretto chiamarlo “azienda”) con più flusso di denaro al mondo. Una vera e propria scuola per Serena, che la fa crescere non solo a livello professionale e che la vede vendere il marchio NBA ad aziende di alto profilo, attraverso eventi sportivi e partnership. A Londra ha inoltre creato una società di marketing, la Football Capital Marketing, che si occupa di incrementare la notorietà dei marchi di grandi società attraverso la connessione con eventi sportivi.

Riuscirà a portare nel calcio (ed in particolar modo a Napoli) quel pizzico di americanità che fa si che i tifosi non tornino a casa scontenti quando la propria squadra perde? Certo, stavolta sarà al cospetto di un presidente che non ha mai nascosto le sue velleità a stelle e strisce, proponendo cheerleaders durante gli intervalli e con l’idea della lega europea proprio in stile NBA. Intanto, sono già in atto i preparativi per una tournée estiva in India per l’anno prossimo, per cercare di sfruttare al massimo l’immagine di Hamsik, Reina e compagni anche laddove la passione per il calcio è in forte aumento.

Sorgente: 100x100napoli.it

Juve chiama, Napoli risponde: è 3 a 0 al Palermo

Si doveva vincere e s’è vinto.

S’è dominato il Palermo a dire il vero: si è riusciti a far nostra una gara di sicuro non facile contro una squadra di livello inferiore ma temibile in quanto a voglia di fare.

Migliore risposta non poteva a una scoppiettante Juventus che nel pomeriggio s’è imposta per 3-1 contro il Sassuolo.

“Siamo una macchina da gol”, ha affermato Hamsik a Mediaset Premium e in effetti ha ragione il capitano quando aggiunge che occorre “ragionare come squadra” perché, seppur orfani di Higuain, il Napoli segna e avanza ed è pronto a intessere nuovi record come quello di Marechiaro che sorpassa Maradona e si ferma 99 gol con l’obiettivo di andare in tripla cifra quanto prima.

E allora, torniamo al calcio giocato, a un Napoli quasi rinunciatario e svogliato nella prima frazione di gioco che fa poco e subisce ancor meno; il tutto, però, è preludio al rientro dagli spogliatoi quando, vestiti i “panni azzurri”, i ragazzi di Sarri tirano fuori le unghie e surclassano i volenterosi uomini di De Zerbi. Non ce n’è per nessuno: Hamsik, Callejon e Callejon ancora e la pratica è archiviata per la buona pace di tutti.

In campo quest’oggi si rivede Insigne, non il migliore di sempre ma pur sempre un giocatore temuto e temibile così come sulla stessa linea si pone il centrocampista Zielinski al debutto dal primo minuto e al “sempreverde” Maggio che sulla fascia fa quasi il ventenne.

Il Napoli quindi espugna il “Barbera’ battendo i padroni di casa:miglior biglietto da visita in vista del debutto di Champions League sul campo della Dinamo Kiev non ci poteva essere. In classifica si sale a 7 punti e il Palermo resta a quota 1.

Tra i numeri della gara troviamo i 99 gol di Hamsik, i 48 di Callejon e le 100 gare in A (tutte con il Napoli) del belga Dries Mertens che, ad oggi, ha segnato 24 gol.

Sorgente: napolisupporterstrust.it