Le nostre avversarie di Champions League
L’ultimo sorteggio di Champions League ha concepito per il Napoli un girone da molti definito più che abbordabile, addirittura comodo per gli avversari che gli azzurri dovranno affrontare. In parte è vero, sono state evitate squadre “monstre” come Barcellona, Real Madrid o Bayern Monaco, ma non possiamo certamente affermare che l’urna ci ha regalato squadre cosiddette “materasso”. Detto questo il Napoli ha ottime probabilità di vincere il girone o comunque passare agli ottavi come seconda, ma certamente troverà dinanzi a sé diverse insidie e non dovrà sottovalutare il reale valore delle rivali. Andiamo quindi a vederle più da vicino le nostre dirette concorrenti.
Il Benfica
E’ la testa di serie del girone. I lusitani lo scorso campionato nazionale hanno vinto il titolo con 88 punti, dopo un duello sostenuto fino all’ultimo con lo Sporting Lisbona. Hanno una grandissima esperienza internazionale ed hanno battezzato il Napoli al ritorno in Europa nel 2008, eliminando gli azzurri. Di quella squadra c’è ancora Luisao, il difensore centrale ormai 35enne.
Come tutte le portoghesi, il Benfica fa un sacco di mercato, comprando giovani interessanti ogni stagione. Rispetto all’anno scorso ha perso il fenomeno Renato Sanches, passato al Bayern, Nico Gaitan, approdato all’Atletico Madrid e Talisca, finito al Besiktas (tu guarda i casi della vita).
In entrata, ha riscattato Mitroglou dal Fulham ed ha preso le talentuose ali argentine Franco Cervi dal Rosario ed Oscar Benitez dal Lanus. Altri nomi interessanti: André Horta, centrocampista diciannovenne proveniente dal Vitoria Setubal, Andrija Zivkovic, punta esterna del Partizan Belgrado e André Carrillo, altro esterno proveniente dallo Sporting.
La squadra di Rui Vitoria predilige schierarsi col 4-4-2. In porta c’è Julio Cesar, vecchia conoscenza del calcio italiano. In difesa sulle fasce giocano André Almeida ed Alex Grimaldo, quest’ultimo ex-Barcellona. Ogni tanto vengono schierati però Semedo (a destra) ed Eliseu, ex Lazio e Malaga, a sinistra. Al centro il perno è il giovane Lindelof, al quale si è interessato anche il Napoli. Lo svedese solitamente fa coppia col capitano Luisao, ma ci sono anche Lisandro Lopez e Jardel, che sono difensori centrali anche se ad alcuni ricorderanno due storici centravanti sudamericani. Davanti alla difesa al centro giocano Fejsa ed André Horta, con Celis riserva, ma è sulle fasce offensive la vera forza del Benfica. A sinistra Franco Cervi si è già impadronito di un ruolo da titolare, mentre a destra il regno è di Salvio, ma Rui Vitoria può davvero divertirsi a scegliere in base allo stato di forma, avendo anche Carrillo, Zivkovic, Pizzi e Benitez da usare. I portoghesi sono pericolosissimi con questi uomini. Le punte sanno finalizzare: Jonas attualmente è fuori per infortunio, ma l’anno scorso ha lottato a lungo per la Scarpa d’Oro, e Mitroglou è uomo da 20 gol l’anno a quelle latitudini. Oltre a loro ci sono anche Guedes, Raul Jimenez e Pizzi (utilizzato anche come seconda punta).
Il Benfica è una squadra giovane, ma già con discreta esperienza internazionale, abituata a vincere e dotata di una profondità notevolissima. I portoghesi sono sottovalutati e sarebbe bello arrivare già qualificati all’ultima giornata sul loro campo. Sono più ostici di quanto si pensi, sanno far male con gli esterni offensivi e le punte la buttano dentro. Probabilmente sono i favoriti alla vittoria finale del girone (come il seeding vuole), ma non sono imbattibili. Almeno al San Paolo, il Napoli dovrà imporre il proprio gioco sfruttando le trame nel centro del campo, dove il Benfica sembra essere un filo più vulnerabile. Bisognerà però fare attenzione a non concedere spazio a loro sugli esterni.
La Dynamo Kiev
Ha vinto il campionato ucraino e nella nuova stagione è partita con 5 vittorie in 5 partite. Il Napoli li affronterà fra un paio di settimane, con una serie di pro e contro: il campionato ucraino è iniziato da più di un mese, quindi sono in forma, ma il Napoli eviterà di andare a visitarli quando farà freddissimo. La situazione politica in Ucraina non è delle più stabili, ma non dovrebbero esserci eccessivi rischi nella trasferta. La squadra è allenata dalla loro vecchia gloria Sergiy Rebrov, famosissima spalla di Shevchenko “ai bei tempi”.
Rebrov li schiera tendenzialmente col 4-3-3. In porta il titolare è incredibilmente ancora il 41enne Shovkovsky, che di Rebrov è stato compagno di squadra. Hanno perso la punta Teodorczyk, finita all’Anderlecht dove ha tolto il posto ad Okaka, ma anche Miguel Veloso (Genoa) ed il loro miglior giocatore, il difensore centrale Aleksandar Dragovic, comprato dal Bayer Leverkusen. Sono arrivati invece Gladky, Mbokani e soprattutto il fantasioso Younes Belhanda a rimpolpare la rosa.
Davanti a Shovkovsky, a destra gioca Danilo Silva, anche se in questo inizio di stagione gli è stato preferito Morozyuk. Dopo la partenza di Dragovic la coppia centrale è formata da Vida e dall’altissimo Khacheridi, mentre a sinistra c’è Antunes, ex romanista. A centrocampo, Rybalka protegge la difesa, con Buyalsky e Sydorchuk in genere a fargli compagnia, col primo che spesso appoggia l’attacco nelle transizioni. La prima riserva è l’esperto Garmash. Fra poco comunque sarà in forma Belhanda e sarà interessante capire se Rebrov escluderà qualcuno (presumibilmente Buyalsky) per passare ad un 4-2-3-1 più offensivo, ma con Belhanda capace di fare parecchio male. Davanti, infine, Derlis Gonzalez a sinistra e Yarmolenko a destra affiancano Junior Moraes, la punta centrale (fra poco sarà arruolabile anche Mbokani e vedremo chi sarà titolare). Yarmolenko è discontinuo ma è il giocatore di maggior talento. In generale le punte esterne possono creare qualche grattacapo. Se passassero al 4-2-3-1, Yarmolenko-Belhanda-Gonzalez sarebbe un trio di trequartisti molto fastidioso, e Mbokani sa fare la prima punta d’appoggio.
Non è una squadra che dovrebbe creare troppi problemi al Napoli sulla carta, ma la trasferta in terra Ucraina è ostica quasi per definizione e non può essere presa sottogamba. Bisognerà iniziare bene proprio lì, il 13 settembre.
Il Besiktas
I bianconeri campioni di Turchia giocano nella nuovissima Vodafone Arena (tutti e 3 gli stadi di questo girone sono molto belli e nuovi).
Il modulo prediletto di Senol Gunes è il 4-2-3-1. Rispetto all’anno scorso hanno perso il Principito Sosa, Gokhan Tore e Mario Gomez, ma sono arrivati Adriano dal Barcellona, Talisca dal Benfica e pare che siano ad un passo da Aboubakar del Porto e Nasri del Manchester City, quest’ultimo in cerca di rilancio dopo essere sembrato un ex-giocatore negli ultimi anni.
Il Besiktas ha disputato solo 2 partite ufficiali quest’anno, ma un’idea dei titolari ce la possiamo fare. Il portiere titolare è il capitano, molto esperto, Tolga Zengin. La sua riserva è Denys Boyko, che a Napoli ricordano col Dnipro. A destra gioca Andreas Beck, mentre a sinistra c’è proprio Adriano. La coppia centrale titolare è formata da Marcelo e Dusko Tosic, con Rhodolfo (più volte avvicinato all’Inter in sede di mercato) che fa loro da riserva. E’ un reparto molto esperto, visto che i 5 (incluso il portiere) hanno tutti 29 anni o più. La difesa non è impenetrabile. Davanti ai quattro di dietro c’è la coppia Hutchinson-Arslan, col primo che ha 33 anni e continua il trend dell’esperienza. Qualche metro più avanti gioca il talentuosissimo Ozyakup. Bisognerà vedere se e come cambierà l’assetto di questo reparto con l’inserimento di Talisca (e di Nasri dietro la punta) e magari di Veli Kavlak, nazionale austriaco. Un piano fin troppo offensivo potrebbe vedere Ozyakup con Talisca, dietro a Nasri. La qualità si sprecherebbe, a quel punto. Sulle fasce ci sono Sahan o Kerim Frei a sinistra ed il mitologico Ricardo Quaresma a destra, in appoggio alla punta centrale Cenk Tosun, che in questo momento sta solo pensando all’eventuale arrivo di Aboubakar.
La situazione politica in Turchia non è delle migliori, ma il Besiktas anche se non è molto profondo, è una squadra verissima e fortissima, non solo nel suo paese. I turchi sembrano ben più forti degli ucraini e creeranno un sacco di problemi, soprattutto in avanti, soprattutto se si concretizzeranno gli altri arrivi. Dietro possono andare in sofferenza, ma sono una squadra ben allenata, ben organizzata e decisamente pericolosa.
Il Napoli dunque ha tutte le carte in regola non solo per qualificarsi, ma per vincere direttamente il girone, ma dovrà sudare ogni partita. Le trasferte saranno tutte ricche di insidie e non ci sono incontri da prendere sottogamba. Il Napoli però può e deve farcela contro tutte.
FORZA NAPOLI SEMPRE
Pietrangelo Chierchia