Il mercato conferma che il Napoli ha un progetto ed è avanguardia culturale in città

Mentre tanti maestrini improvvisano lezioni di imprenditoria, De Laurentiis dimostra ancora una volta di saper far crescere il Napoli.

È stata una sessione di mercato eccezionale, a metà strada tra un racconto dei fratelli Coen e un dramma di Shakespeare. Certo ci costerà qualche coronaria, avendoci fattoci oscillare tra la materializzazione di incubi e l’attesa messianica, ma ha anche evidenziato in modo cristallino la vera forza di questo Napoli il quale, in un’estate in cui ha ricevuto lezioni di imprenditoria da chiunque ne provasse lo sfizio, ha saputo reagire con freddezza e pazienza alla perdita del giocatore più insostituibile del campionato. Compito non da poco.

Il Napoli ha mostrato anzitutto di avere un piano. Sebbene parrà strano a molti. E di averlo imbastito partendo dalla correzione di errori passati. Dunque la fondamentale capacità di correggersi in corsa e migliorarsi nel tempo.Seppur preso in parziale contropiede sul caso Higuain, è riuscito a reinvestire praticamente tutto seguendo un filo logico chiaro, nuovo ed efficace: quello che lo conducesse a rafforzare il settore del campo che da più di un decennio è inadeguato – il centrocampo – e a puntellare quanto c’è ma è insufficiente – la difesa. Senza partire da un nome e puntare nuovamente tutto su di un singolo atleta come per un giro di roulette.

In secondo luogo ha colmato il vuoto lasciato da Higuain ridisegnando completamente la squadra, negli aspetti tattici, mentali, nei movimenti e nelle aspettative. La slavizzazione del Napoli, in questo contesto, è una rivoluzione caratteriale non banale. Si sono privilegiati atleti giovani ma moderni, di prospettiva e duttilità, persone funzionali ad un’idea di gioco. È un salto in avanti quasi ideologico di società e squadra che dimostrano, ancora una volta, di essere la vera avanguardia culturale della città; e indicano come il motore della mutazione e del cambiamento, come in ogni disciplina umana, sia sempre la competizione e la voglia di rimanerne protagonisti – la Signora Champions League.

Nel fare questo, il Napoli ha finalmente provato alle orecchie dure dei tanti che per spirito di polemica (nella migliore delle ipotesi) ne sottovalutano l’importanza, quanto sia fondamentale l’aver tenuto tenacemente le casse in ordine. Questo è oggi, infatti, il vero e unico vantaggio competitivo essenziale del Napoli, il quale non solo è tra i pochissimi club a tirar fuori i soldi sull’unghia, ma anche tra chi può sfruttare il generale dissesto del campionato italiano, ormai drogato, per mettere all’angolo i competitor operando con perizia e pazienza. Perché il Napoli, i soldi, li ha, e veri, a differenza di chi li millanta. E in una trattativa in cui si bluffa questo fa quasi tutta la differenza.

In sostanza, è un Napoli che ha mostrato il coraggio di cambiare e di farlo a valle di un ragionamento. Senza smarrire la bussola. E questo nella città che, forse più di tutte in Italia, è da sempre vittima di se stessa, in balia del perenne ricordo nostalgico di quanto forse non è mai avvenuto ma continua a giustificare qualunque immobilismo.Un popolo prigioniero del proprio passato e di ciò che esso pretende di rappresentare, dell’ingombro di mille idoli e miriadi di semidei che non lasciano spazio al nuovo. Impedendo una ricostruzione seria, dalle fondamenta.

A proposito di ricostruzione: personalmente, auspico il medesimo coraggio da parte della società anche sulla questione stadio, biglietti e abbonamenti. Se la politica societaria sarà quella di alzare i prezzi, che sia. Chieda di più ai propri tifosi, lavori per averne di più seriamente impegnati. Ma sia anche matura a sufficienza da essere pronta alle conseguenze: tifosi che tirino fuori quattrini veri e che siano impegnati nel sostenere i propri colori saranno poi pungolo legittimo e costante per la società e la squadra. Chi tira fuori il grano ha poi tutto il diritto di critica. Questo immagino, e spero, la SSC Napoli lo sappia.

Raniero Virgilio

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IL BORSINO FINALE – Il Napoli chiude con 7 colpi e 115mln spesi! 20 operazioni in uscita, ma finalmente una rosa completa

S’è chiusa la sessione di trasferimenti estiva. Il Napoli ha chiuso il mercato con l’arrivo attesissimo di Nikola Makismovic, dopo una giornata infinita per il giocatore rimasto bloccato a Francoforte per un allarme bomba che ha portato all’evacuazione dell’aeroporto. Visite mediche saltate, ma idoneità raggiunta già col Torino prima del ritiro, e firma negli uffici della Filmauro. Operazione da 25mln più 1, mentre già da qualche ora era definito il passaggio di Valdifiori al Torino per circa 3,5mln di euro.

Quello del Napoli è stato un mercato che ha rinforzato enormemente la rosa di Maurizio Sarri con tre alternative di spessore per tutti e tre i ruoli della mediana, contro il solo Lopez della scorsa stagione, allungando anche le scelte in difesa con lo stesso Maksimovic, oltre a Tonelli sperando in un recupero non troppo lungo, Milik in sostuzione di Higuain ed il jolly Giaccherini per gli esterni ma anche le mezzali come accaduto in nazionale. Circa 115mln di euro spesi senza considerare i bonus, più o meno difficili a corredo delle operazioni, ed un monte ingaggi cresciuto in modo sostanzioso nonostante i 5,5mln liberati da Higuain.

Oltre 20 le operazioni in uscita, tra esuberi e giovani da far crescere altrove che, oltre i 90 di Higuain, hanno però portato quasi esclusivamente i 4,5mln per Lopez. Qualche ingaggio risparmiato, come quello di Zuniga e parzialmente quello di De Guzman e poche centinaia di migliaia di euro di prestito oneroso recuperate da Grassi tornato all’Atalanta (oltre ad un’opzione per il giovane Kessie).

Un mercato che può finalmente portare Sarri ad avere una rosa completa, equilibrata e da sfruttare fino in fondo. Qualche dubbio su Maggio terzino destro, ma all’occorrenza Sarri potrà provare in quel ruolo – con caratteristriche più difensive e fisiche – lo stesso Maksimovic, mentre tra i pali alla fine il Napoli ha dato una chance a Sepe, un prodotto del proprio settore giovanile fondamentale per le liste Uefa, mollando Sportiello proprio quando l’Atalanta aveva aperto le porte ad un addio a prezzi di saldi.

IN ENTRATA
Tonelli 100% (a titolo definitivo, Empoli)

Giaccherini 100% (a titolo definitivo, Sunderland)
Milik 100% (a titolo definitivo, Ajax)

Zielinski 100% (a titolo definitivo, Udinese)
Diawara 100% (a titolo definitivo, Bologna)  
Rog 100% (a titolo definitivo, Dinamo Zagabria)
Maksimovic 100% (prestito con obbligo di riscatto, Torino)   
Leandrinho 99% (a titolo definitivo da gennaio, Ponte Preta)

IN USCITA
Regini 100% (fine prestito, Sampdoria)
Zuniga 100% (prestito fino alla scadenza del contratto) 
Prezioso 100% (prestito, Virtus Francavilla)

Andujar 100% (a titolo definitivo, Independiente o Estudiantes)
Bifulco 100% (prestito, Carpi) 
Higuain 100% (pagamento clausola, Juventus)
Romano 100% (prestito, Prato)

Tutino 100% (prestito, Carrarese)
Supino 100% (prestito, Piacenza)
Anastasio 100% (prestito, Piacenza)
Uvini 100% (a titolo definitivo, Al-Nassr Athletic)

Lopez 100% (a titolo definitivo, Espanyol)
Contini 100% (prestito, Carrarese)
Dezi 100% (in prestito, Perugia)

Novothny 100% (a titolo definitivo, Sint-Truiden) 
De Guzman 100% (in prestito, Chievo)

Luperto 100% (in prestito, Pro Vercelli)
Grassi 100% (in prestito, Atalanta)
Dumitru 100% (prestito, Nottinham Forest)

Radosevic 100% (rescissione consensuale)
Valdifiori 100% (a titolo definitivo, Torino)

ROSA ATTUALE

PORTIERIReina, Rafael, Sepe*

DIFESA: Albiol, Koulibaly, Maggio, Hysaj, Chiriches, Ghoulam, Strinic, Tonelli, Maksimovic, Lasicki*.

CENTROCAMPOHamsik, Jorginho, Allan, Giaccherini, Zielinski, Diawara, Rog

ATTACCO: Callejon, Insigne*, El Kaddouri, Mertens, Gabbiadini, Insigne jr*, Milik

*prodotti settore giovanile

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Non è poi un girone così facile

Le nostre avversarie di Champions League

L’ultimo sorteggio di Champions League ha concepito per il Napoli un girone da molti definito più che abbordabile, addirittura comodo per gli avversari che gli azzurri dovranno affrontare. In parte è vero, sono state evitate squadre “monstre” come Barcellona, Real Madrid o Bayern Monaco, ma non possiamo certamente affermare che l’urna ci ha regalato squadre cosiddette “materasso”. Detto questo il Napoli ha ottime probabilità di vincere il girone o comunque passare agli ottavi come seconda, ma certamente troverà dinanzi a sé diverse insidie e non dovrà sottovalutare il reale valore delle rivali. Andiamo quindi a vederle più da vicino le nostre dirette concorrenti.

Il Benfica

E’ la testa di serie del girone. I lusitani lo scorso campionato nazionale hanno vinto il titolo con 88 punti, dopo un duello sostenuto fino all’ultimo con lo Sporting Lisbona. Hanno una grandissima esperienza internazionale ed hanno battezzato il Napoli al ritorno in Europa nel 2008, eliminando gli azzurri. Di quella squadra c’è ancora Luisao, il difensore centrale ormai 35enne.
Come tutte le portoghesi, il Benfica fa un sacco di mercato, comprando giovani interessanti ogni stagione. Rispetto all’anno scorso ha perso il fenomeno Renato Sanches, passato al Bayern, Nico Gaitan, approdato all’Atletico Madrid e Talisca, finito al Besiktas (tu guarda i casi della vita).
In entrata, ha riscattato Mitroglou dal Fulham ed ha preso le talentuose ali argentine Franco Cervi dal Rosario ed Oscar Benitez dal Lanus. Altri nomi interessanti: André Horta, centrocampista diciannovenne proveniente dal Vitoria Setubal, Andrija Zivkovic, punta esterna del Partizan Belgrado e André Carrillo, altro esterno proveniente dallo Sporting.
La squadra di Rui Vitoria predilige schierarsi col 4-4-2. In porta c’è Julio Cesar, vecchia conoscenza del calcio italiano. In difesa sulle fasce giocano André Almeida ed Alex Grimaldo, quest’ultimo ex-Barcellona. Ogni tanto vengono schierati però Semedo (a destra) ed Eliseu, ex Lazio e Malaga, a sinistra. Al centro il perno è il giovane Lindelof, al quale si è interessato anche il Napoli. Lo svedese solitamente fa coppia col capitano Luisao, ma ci sono anche Lisandro Lopez e Jardel, che sono difensori centrali anche se ad alcuni ricorderanno due storici centravanti sudamericani. Davanti alla difesa al centro giocano Fejsa ed André Horta, con Celis riserva, ma è sulle fasce offensive la vera forza del Benfica. A sinistra Franco Cervi si è già impadronito di un ruolo da titolare, mentre a destra il regno è di Salvio, ma Rui Vitoria può davvero divertirsi a scegliere in base allo stato di forma, avendo anche Carrillo, Zivkovic, Pizzi e Benitez da usare. I portoghesi sono pericolosissimi con questi uomini. Le punte sanno finalizzare: Jonas attualmente è fuori per infortunio, ma l’anno scorso ha lottato a lungo per la Scarpa d’Oro, e Mitroglou è uomo da 20 gol l’anno a quelle latitudini. Oltre a loro ci sono anche Guedes, Raul Jimenez e Pizzi (utilizzato anche come seconda punta).
Il Benfica è una squadra giovane, ma già con discreta esperienza internazionale, abituata a vincere e dotata di una profondità notevolissima. I portoghesi sono sottovalutati e sarebbe bello arrivare già qualificati all’ultima giornata sul loro campo. Sono più ostici di quanto si pensi, sanno far male con gli esterni offensivi e le punte la buttano dentro. Probabilmente sono i favoriti alla vittoria finale del girone (come il seeding vuole), ma non sono imbattibili. Almeno al San Paolo, il Napoli dovrà imporre il proprio gioco sfruttando le trame nel centro del campo, dove il Benfica sembra essere un filo più vulnerabile. Bisognerà però fare attenzione a non concedere spazio a loro sugli esterni.

La Dynamo Kiev

Ha vinto il campionato ucraino e nella nuova stagione è partita con 5 vittorie in 5 partite. Il Napoli li affronterà fra un paio di settimane, con una serie di pro e contro: il campionato ucraino è iniziato da più di un mese, quindi sono in forma, ma il Napoli eviterà di andare a visitarli quando farà freddissimo. La situazione politica in Ucraina non è delle più stabili, ma non dovrebbero esserci eccessivi rischi nella trasferta. La squadra è allenata dalla loro vecchia gloria Sergiy Rebrov, famosissima spalla di Shevchenko “ai bei tempi”.
Rebrov li schiera tendenzialmente col 4-3-3. In porta il titolare è incredibilmente ancora il 41enne Shovkovsky, che di Rebrov è stato compagno di squadra. Hanno perso la punta Teodorczyk, finita all’Anderlecht dove ha tolto il posto ad Okaka, ma anche Miguel Veloso (Genoa) ed il loro miglior giocatore, il difensore centrale Aleksandar Dragovic, comprato dal Bayer Leverkusen. Sono arrivati invece Gladky, Mbokani e soprattutto il fantasioso Younes Belhanda a rimpolpare la rosa.
Davanti a Shovkovsky, a destra gioca Danilo Silva, anche se in questo inizio di stagione gli è stato preferito Morozyuk. Dopo la partenza di Dragovic la coppia centrale è formata da Vida e dall’altissimo Khacheridi, mentre a sinistra c’è Antunes, ex romanista. A centrocampo, Rybalka protegge la difesa, con Buyalsky e Sydorchuk in genere a fargli compagnia, col primo che spesso appoggia l’attacco nelle transizioni. La prima riserva è l’esperto Garmash. Fra poco comunque sarà in forma Belhanda e sarà interessante capire se Rebrov escluderà qualcuno (presumibilmente Buyalsky) per passare ad un 4-2-3-1 più offensivo, ma con Belhanda capace di fare parecchio male. Davanti, infine, Derlis Gonzalez a sinistra e Yarmolenko a destra affiancano Junior Moraes, la punta centrale (fra poco sarà arruolabile anche Mbokani e vedremo chi sarà titolare). Yarmolenko è discontinuo ma è il giocatore di maggior talento. In generale le punte esterne possono creare qualche grattacapo. Se passassero al 4-2-3-1, Yarmolenko-Belhanda-Gonzalez sarebbe un trio di trequartisti molto fastidioso, e Mbokani sa fare la prima punta d’appoggio.
Non è una squadra che dovrebbe creare troppi problemi al Napoli sulla carta, ma la trasferta in terra Ucraina è ostica quasi per definizione e non può essere presa sottogamba. Bisognerà iniziare bene proprio lì, il 13 settembre.

Il Besiktas

I bianconeri campioni di Turchia giocano nella nuovissima Vodafone Arena (tutti e 3 gli stadi di questo girone sono molto belli e nuovi).
Il modulo prediletto di Senol Gunes è il 4-2-3-1. Rispetto all’anno scorso hanno perso il Principito Sosa, Gokhan Tore e Mario Gomez, ma sono arrivati Adriano dal Barcellona, Talisca dal Benfica e pare che siano ad un passo da Aboubakar del Porto e Nasri del Manchester City, quest’ultimo in cerca di rilancio dopo essere sembrato un ex-giocatore negli ultimi anni.
Il Besiktas ha disputato solo 2 partite ufficiali quest’anno, ma un’idea dei titolari ce la possiamo fare. Il portiere titolare è il capitano, molto esperto, Tolga Zengin. La sua riserva è Denys Boyko, che a Napoli ricordano col Dnipro. A destra gioca Andreas Beck, mentre a sinistra c’è proprio Adriano. La coppia centrale titolare è formata da Marcelo e Dusko Tosic, con Rhodolfo (più volte avvicinato all’Inter in sede di mercato) che fa loro da riserva. E’ un reparto molto esperto, visto che i 5 (incluso il portiere) hanno tutti 29 anni o più. La difesa non è impenetrabile. Davanti ai quattro di dietro c’è la coppia Hutchinson-Arslan, col primo che ha 33 anni e continua il trend dell’esperienza. Qualche metro più avanti gioca il talentuosissimo Ozyakup. Bisognerà vedere se e come cambierà l’assetto di questo reparto con l’inserimento di Talisca (e di Nasri dietro la punta) e magari di Veli Kavlak, nazionale austriaco. Un piano fin troppo offensivo potrebbe vedere Ozyakup con Talisca, dietro a Nasri. La qualità si sprecherebbe, a quel punto. Sulle fasce ci sono Sahan o Kerim Frei a sinistra ed il mitologico Ricardo Quaresma a destra, in appoggio alla punta centrale Cenk Tosun, che in questo momento sta solo pensando all’eventuale arrivo di Aboubakar.
La situazione politica in Turchia non è delle migliori, ma il Besiktas anche se non è molto profondo, è una squadra verissima e fortissima, non solo nel suo paese. I turchi sembrano ben più forti degli ucraini e creeranno un sacco di problemi, soprattutto in avanti, soprattutto se si concretizzeranno gli altri arrivi. Dietro possono andare in sofferenza, ma sono una squadra ben allenata, ben organizzata e decisamente pericolosa.

Il Napoli dunque ha tutte le carte in regola non solo per qualificarsi, ma per vincere direttamente il girone, ma dovrà sudare ogni partita. Le trasferte saranno tutte ricche di insidie e non ci sono incontri da prendere sottogamba. Il Napoli però può e deve farcela contro tutte.

FORZA NAPOLI SEMPRE

Pietrangelo Chierchia

Che cosa ci dicono i quattro gol subiti dal Napoli in due partite.

Due gol provenienti dalle fasce laterali e due per errate letture di Koulibaly.

Il primo Napoli 2016/2017 ha un problema in difesa. Nelle prime due giornate, 4 gol subiti. Due provenienti dalle fasce laterali, altri due nati da errate letture di Koulibaly, rese fatali dalla mancata copertura preventiva della linea mediana. In entrambe le analisi tattiche delle partite, abbiamo in qualche modo derubricato queste situazioni come dovute a un problema di condizione, e quindi di automatismo non raggiunto perché non ancora raggiungibile. Il Napoli di Sarri, a differenza della Juventus (ad esempio), è una squadra estremamente elastica e quindi intensa: utilizza la quasi totalità dei suoi calciatori di movimento in fase di non possesso, tutti e dieci se consideriamo anche il primo pressing portato dalla prima punta. In questo modo, il pallone può essere recuperato in una zona più avanzata e velocemente, e gli spazi che questo deve coprire per essere scambiato tra i vari giocatori si accorcia. In modo, così, da favorire la transizione.

La spettacolarità e l’intensità del Napoli sono parte di una scelta innanzitutto difensiva: come il possesso palla del Barcellona o lo slow play della Juventus, questo è un modo per cercare l’equilibrio tra le due fasi. Un equilibrio che il Napoli non ha ancora raggiunto in queste prime due partite per una mancanza importante di brillantezza fisica. Che non può essere coperta da un anno di conoscenza, ma che proprio questo anno di conoscenza fa in qualche modo sparire nei momenti buoni della partita: il secondo tempo di Pescara e la fase di dominio assoluto contro il Milan (diciamo i secondi 25 minuti di ambedue le frazioni di gioco) ci hanno fatto rivedere il Napoli che conoscevamo. La stessa analisi statistica delle due partite ci dice che in questi due periodi di gioco, il Napoli ha concesso 2 conclusioni: una al Pescara e una al Milan, entrambe da fuori area. Non può essere un caso.

I gol nascono da errori individuali o comunque da letture sbagliate che poi peggiorano nel momento in cui viene meno il supporto dei compagni.

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Crotone-Napoli: il Club Napoli Udine ci sarà!

Domenica 23 ottobre, alle ore 15,00, il Napoli scenderà in campo allo StadioEzio Scida di Crotone.
Anche in quella occasione il Club Napoli Udine sarà presente con in testa il Presidente Pietrangelo Chierchia e due fedelissimi soci ed irriducibili supporter come Vincenzo Comentale e Gianfranco Di Martino.
Per il momento siamo solo in tre, ma confidiamo che altri amici Soci del Club si aggreghino a noi.
Biglietti aereo già acquistati (Ryanair Treviso-Lamezia 45 euro circa pro-capite andata+ritorno). Partenza sabato pomeriggio ore 18:00 da Treviso con rientro alle ore 17:40. Spostamento da Lamezia con auto 5 posti già noleggiata (40 euro). Pernottamenti presso un noto villaggio turistico di Isola di Caporizzuto.
Chiunque voglia aggregarsi mi contatti (328.372.0681).
FORZA NAPOLI SEMPRE

Lettera del Presidente ai Soci

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Cari amici, care amiche,
ecco, ci siamo… una nuova stagione è appena iniziata e noi del Club Napoli di Udine siamo pronti a riabbracciarvi.

Prima di ogni altra cosa lasciatemi dire che sono molto onorato ed emozionato nel presentarmi a Voi come presidente del Club Napoli di Udine. Innanzitutto mi preme dirvi che ho accettato la carica di questo importante ed impegnativo ruolo non per particolare ambizione, ma perché invitato e sostenuto dai tutti i rappresentati del nuovo Consiglio Direttivo.

Raccolgo il testimone da un uomo intraprendente e appassionato, nonché uno dei coraggiosi fondatori del Club, Ciro Coluccino che purtroppo ha dovuto abbandonare la carica di presidente per ragioni strettamente personali.

Ritengo che la figura di un presidente, all’interno di una comunità come la nostra, non deve essere quella di un dirigente che stabilisce regole, che detta condizioni o imposizioni. Il ruolo di un presidente è quello di rappresentare degnamente l’associazione e tutti i suoi soci, cercando costantemente di migliorare l’immagine del Club.

Cercherò di favorire amicizia e solidarietà tra tutti i componenti ed affronterò con spirito d’altruismo ogni situazione ed ogni problematica, impegnandomi a trovare le giuste soluzioni anche contro il mio proprio interesse. Sarò garante di trasparenza ed onestà e tutte le decisioni riguardanti le attività del Club non saranno MAI prese unilateralmente, ma le disposizioni scaturiranno SEMPRE da una democratica espressione della maggioranza del Consiglio Direttivo. Non permetterò che alcuno operi all’interno dell’Associazione con scopo di lucro o promuova attività di interesse personale. Tutto ciò che sarà fatto dovrà avere un unico obiettivo: l’attenzione per il bene civico, culturale, sociale e morale della comunità!!!

Mi piacerebbe trasmettere a tutti voi il senso della nostra missione, l’orgoglio di appartenenza alla nostra comunità e l’entusiasmo di partecipare alla realizzazione delle attività del Club. Per questo motivo chiedo a voi tutti una concreta partecipazione ed una positiva collaborazione, poiché sono pienamente convinto che la pianificazione e la realizzazione di tutte le future attività del Club non sono una prerogativa del solo presidente o del Consiglio Direttivo, ma possono e devono essere oggetto di concrete proposte da parte di tutti.

Con questo spirito e con il sostegno di ogni associato, continueremo a percorrere con successo la strada già tracciata da Ciro Coluccino e dal Direttivo uscente al quale va tutto il nostro incondizionato ringraziamento, con un particolare riferimento al vice Presidente Aniello Vacchiano, anch’egli storico socio fondatore, ed il tesoriere Michele Romano. Il mio personale ringraziamento va inoltre a tutti coloro che ripongono in me la loro preziosa fiducia. La mia più grande aspirazione è di riuscire a sviluppare sempre più relazioni amichevoli fra tutti i soci, proponendo sempre più iniziative ludiche e culturali, sfruttando quel grande sentimento che ci accomuna: l’amore sconfinato per il Calcio Napoli e per la nostra meravigliosa terra d’origine. Spero di essere all’altezza del compito e di non deludere le vostre aspettative, ma per far ciò avrò bisogno del sostegno di tutti i miei compagni di avventura che ho l’onore di presentare:

  • il Segretario Ferdinando Luisi nonché responsabile delle attività culturali nell’ambito del progetto “Non solo pallone”. In tutte le associazioni, o enti, o organismi o istituzioni che si rispettino, vige una regola non scritta “Tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”. Questa regola non è applicabile per la figura del nostro Fernando in quanto nella nostra comunità non vi è personalità che abbia il suo stesso profilo; un profilo alto, che racchiude ed unisce uno smisurato amore per la propria terra d’origine, un fortissimo senso di identità ed appartenenza ed un notevole bagaglio storico-culturale. Una fonte di conoscenza, di verità e di identità originaria della quale noi tutti non possiamo fare a meno. Forse l’unico suo limite è che di pallone non capisce una mazza (passatemi il termine scherzosamente). La mia speranza è che Ferdinando abbia sempre forza ed entusiasmo per portare avanti il nostro progetto.
  • il Tesoriere/Cassiere Gaetano Capasso. Anche se ci conosciamo solo da un anno, mi sento di dire che Gaetano ha uno spiccato senso dell’ordine, della correttezza e della trasparenza. Io con lui mi sento in una botte di ferro.
  • la Consigliera Lucia Fusco. E’ la nostra “quota rosa”. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Sempre positiva e propositiva. Quando si tratta di pianificare eventi e serate conviviali è sempre in prima linea. Per questo motivo è stata nominata responsabile delle attività ludico-ricreative.
  • il Direttore Sportivo Giuseppe Barba ed i Consiglieri Giorgio Di Lorenzo, Giuseppe Iorio, Salvo De Luca e Giuseppe Esposito sono tutte “new entry”. Ci sarà tanto lavoro anche per loro, confido nel loro entusiasmo, nella loro dedizione, nella loro passione per la nostra comunità. Un benvenuto ed un in bocca al lupo da parte mia e di tutto il Consiglio.

Prima di chiudere vorrei ringraziare il nostro Presidente Onorario Tonino Cangiano per il suo impegno e il suo attaccamento alla nostra causa. Senza il suo supporto questa associazione avrebbe molta difficoltà a sopravvivere. Grazie!

Chiudo con la speranza che il cammino che si sta per intraprendere in questo nuovo anno sociale possa essere pieno di soddisfazioni per ognuno di noi. Ho sempre pensato che un Club come il nostro, oltre ad offrire una serie di servizi e a diffondere cultura, debba essere un punto di riferimento per ognuno di noi ed un potente mezzo per incoraggiare e favorire nuove conoscenze e nuove amicizie.

Questo sarà per me l’obbiettivo più importante da raggiungere, dobbiamo essere una grande famiglia e per farlo c’è bisogno del contributo di tutti. L’armonia e l’equilibrio della comunità passa necessariamente attraverso il rispetto reciproco, sia nelle persone che nei ruoli, secondo quello che ci insegnano i sani principi di convivenza civile. Se ciò avverrà io sarò l’uomo più felice della terra.

Grazie a tutti.
Un caro abbraccio a tutti voi.

Pietrangelo Chierchia

Nasce il nuovo Blog del Club Napoli di Udine

Chi siamo

Il Club Napoli di Udine nasce dalla passione di un gruppo di tifosi del Napoli Calcio residente in Friuli.

Il Friuli Venezia Giulia, regione ricca di cittadini originari dell’Italia meridionale e della Campania in particolare, vide per la prima volta la nascita di un Club Napoli nel lontano 1986, anno in cui un gruppo di ristoratori napoletani, trascinati dall’entusiasmo per quella mitica squadra capitanata dal più grande calciatore di tutti i tempi, riuscirono a raggruppare centinaia di supporter azzurri. Negli anni ’90 purtroppo quel Club si dissolse lentamente insieme a quella squadra zeppa di campioni.

Ma nel 2012 un nuovo gruppo di super appassionati del Napoli Calcio si organizzò e tra mille difficoltà e sacrifici, riuscì ad offrire ai tanti tifosi residenti in regione una nuova opportunità di aggregazione e convivenza sociale. Oggi è doveroso tributare il giusto riconoscimento ai quei coraggiosi fondatori del Club menzionandoli uno ad uno:
Ciro Coluccino, Aniello Vacchiano, Davide Di Pasquale, Pasquale Costanzo, Vincenzo Fenderico e Nicola Vitale ….. Grazie!!!

Attualmente il Club Napoli di Udine è ancora una piccola realtà che pian piano sta crescendo sia dal punto di vista gestionale che associativo ed organizzativo. I suoi interessi non hanno come epicentro solo la squadra azzurra, ma anche tutto ciò che ruota intorno alla nostra magnifica città e alla sua cultura. Infatti il Club Napoli di Udine offre ai propri iscritti non solo pallone, ma anche diversi eventi legati alla nostra storia ed alla nostra cultura. Oggi il Club Napoli di Udine, è orgoglioso di portare avanti questo importante impegno che tenta di concentrare tutti i Napoletani residenti in Friuli in un’unica grande famiglia, sfruttando quel grande sentimento che ci accomuna…. “L’AMORE SCONFINATO PER IL NAPOLI CALCIO, PER LA CITTÀ DI NAPOLI E PER TUTTO IL MERIDIONE D’ITALIA”.

Organigramma del Club

PRESIDENTE
Pietrangelo Chierchia

VICE PRESIDENTE
(attualmente vacante)

SEGRETERIO
Fernando Luisi

TESORIERE/CASSIERE
Gaetano Capasso

DIRETTORE SPORTIVO
Giuseppe Barba

CONSIGLIERI
Giorgio Di Lorenzo
Lucia Fusco
Giuseppe Iorio
Salvo De Luca
Giuseppe Esposito